Una giornata alle Tenute Collesi

Tenute Collesi

Tenute Collesi

In un sabato pomeriggio di sole ho preso la macchina e sono andata ad Apecchio, a circa un’ora di distanza da Pesaro. Perchè Apecchio? Perchè in questo piccolo paesino della provincia di Pesaro Urbino viene prodotta una birra artigianale che si sta facendo conoscere in tutto il mondo!

Tenute Collesi, nel cuore verde di Apecchio

Tenute Collesi, nel cuore verde di Apecchio

Tenute Collesi

Tenute Collesi

Giuseppe Collesi che mi spiega la sua storia
Giuseppe Collesi che mi spiega la sua storia

Il principale produttore è Giuseppe Collesi che dal 2007 ha iniziato a dedicarsi alla birra artigianale e con intelligenza e determinazione ha portato le Tenute Collesi a crescere ogni anno di più e a ricevere premi in tutto il mondo. Una chiacchierata con Giuseppe che mi ha spiegato come avviene la produzione, le tante fasi che portano alla creazione di vari tipi di birra.

 

 

 

 

Continua a leggere

Un amore tragico

A soli 3 km di distanza dal mare, terra di confine tra Marche e Romagna, si erge la meravigliosa Gradara. Ci siete mai stati? Se non lo avete ancora fatto dovete assolutamente visitare questa maestosa rocca medioevale di origine malatestiana. Non voglio dilungarmi a raccontare la storia dei signori che la abitarono tempi addietro ma voglio farvi percepire la sua importanza attraverso coloro che la descrissero e raccontarono degli episodi lì accaduti.

gradara

gradara

Primo fra tutti Dante che nel V Canto dell’Inferno della sua Divina Commedia narrò proprio le vicende di due giovani davvero esistiti: Paolo e Francesca. Vicende reali e non fittizie perché proprio Dante all’età di 24 anni, durante un soggiorno a Ravenna dal padre di Francesca, scoprì tutto quello che accaddè! Continua a leggere

Le Mummie di Urbania

Avevo circa 6 anni quando i miei genitori, nativi di Urbania, decisero di farmi visitare il Cimitero delle Mummie. Ancora mi sembra di percepire  quell’umidità nel corpo, di sentire l’odore di muffa e di chiuso e la mia mano che stringeva, timorosa,  quella di mio padre. Provai una sensazione di curiosità e nello stesso tempo di paura a vedere quelle mummie proprio a un passo da me… mummie anche di bambini!

Cimitero delle Mummie

Cimitero delle Mummie

Pensate che questo museo è uno dei pochi in Italia in cui si possono osservare delle vere mummie ed esattamente 18, ognuna con una sua storia: il fornaio Lunano, una giovane donna deceduta di parto cesareo, un giovane accoltellato, un impiccato e  uno sventurato che, si racconta, fu sepolto vivo in uno stato di morte apparente e che si svegliò nella tomba… il suo volto mummificato  esprime proprio la sofferenza che provò. Continua a leggere

La musica beat dei Tubi Lungimiranti

Era il lontano 1964 quando arrivò anche in Italia la musica beat grazie alle numerose cover tradotte di canzoni che venivano dall’Inghilterra, vera e propria patria di questo genere . Tra le tante band che in quegli anni si facevano conoscere, Equipe 84, i Dik Dik, i Giganti, i Camaleonti, I ragazzi del sole, I delfini etc….forse non sapete che anche una band fanese si ritagliò uno spazio nella famosa musica psichedelica!

tubi lungimiranti

tubi lungimiranti

Sto parlando de “I Tubi Lungimiranti” che riuscirono nel 1968 ad incidere due 45 giri per l’etichetta milanese CDI, gestita da Pier Quinto Cariaggi e Lara Saint Paul. Il primo disco conteneva due brani ancor oggi oggetto di culto per gli appassionati del beat e della psichedelia, “L’anima” e “Abbiamo paura dei topi”: quest’ultima è stata selezionata per il Grande dizionario della canzone italiana (Rizzoli) curato nel 2006 da Dario Salvatori, ed è stata ripubblicata in numerose compilations, tra cui la serie Quei favolosi anni ’60 di Red Ronnie. Continua a leggere

Osimo, tra magia e mistero

La regione delle Marche è particolarmente ricca di grotte. Ci sono dei luoghi che hanno un alone di mistero, di esoterico, di occulto.. luoghi che io, da vera amante del genere horror, adoro in modo particolare. Non so perché, forse per le forti emozioni che si provano. Ebbene qualche tempo fa sono stata nella città sotterranea di Osimo, nella provincia di Ancona. Pensate che sotto il centro storico ci sono circa 20 km di cuniculi, un vero e proprio labirinto sotterraneo che rende questa città uno tra i luoghi più misteriosi d’Italia.

Grotte di Osimo

Grotte di Osimo

Eh si, una città sotterranea da scoprire lentamente, scrigno prezioso custode di bassorilievi a carattere religioso ed anche esoterico. Siti sacri dove per millenni si sono celebrati riti e hanno trovato ambientazione storie fantastiche.

Quando si scende in queste grotte, si avverte una strana energia che attrae e spaventa allo stesso momento! Non si sa di preciso il motivo principale per cui questa micro-città sotto terra venne costruita, ma sicuramente in determinati periodi, è stata teatro di riti da parte di gruppi eretici. Continua a leggere

L’appetito di Rossini

Forse non lo sapete ma il famoso compositore Gioachino Rossini (1792- 1868), il grande figlio di Pesaro, oltre ad essere uno dei più celebri creatori del belcanto fu un devoto appassionato di cucina. Probabilmente è stato il più grande esperto di culinaria tra gli artisti del pentagramma.

Gioachino Rossini a tavola

Rossini, amante della buona cucina

Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”.

Da bambino faceva il chierichetto per bere il vino della messa e in giovinezza aveva spesso problemi di denaro perché mangiava sempre al ristorante e acquistava vini costosissimi. A colazione consumava una tazza di caffèlatte e un panino, anche se negli ultimi anni preferiva due uova alla coque e un bicchiere di Bordeaux.
Ma sapete per che cosa andava matto? Per i maccheroni! Pensate che se li faceva spedire da Napoli. Continua a leggere

Per fare un monte ci vuole un albero… il Corbezzolo

Arbustus Unedo, cioè Corbezzolo, ossia un piccolo alberello famoso per la caratteristica dei suoi frutti: maturano l’anno successivo rispetto alla fioritura il che vuol dire che è dotato contemporaneamente di fiori e di frutti.

Corbezzolo

Cosa c’entra tutto ciò con le Marche? C’entra, c’entra… eccome se c’entra!

Sì perché il nome Conero ha le sue radici proprio in questa pianta, il Corbezzolo. Infatti se il greco non è un’opinione Il nome deriva da  κόμαρος (pronuncia kòmaros) ossia corbezzolo, detto anche ciliegio di mare. Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: